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Testimonianze

“Il collante e valore aggiunto inestimabile, oltre alla competenza ed efficienza indubbia del personale medico e paramedico a tutti i livelli, la parte umana. Supporti emotivi spontanei e disinteressati, abbracci sinceri, piccole attenzioni personali che ti ricordano di essere una persona, non un numero o un caso clinico. A pochissima distanza dal primo giorno di ricovero vengono proposti supporto psicologico per il paziente ed i famigliari, e colloqui con l’assistente sociale per la valutazione di eventuali aiuti in ambito lavorativo, pratiche per la richiesta di invalidità civile (con tanto di consegna moduli solo da compilare). Insomma, tutto ciò  che si vorrebbe in un moderno sistema che funziona veramente, dove nulla è lasciato al caso, ma impreziosito dalla propria straordinaria unicità.”

(Emanuela, Direttivo Salute Donna Sezione di Torino - Salute Donna News – N.25)

"Mi sono trovata in una stanza grande, luminosa del Comune di Albiate con un gruppo di donne riunite da Salute Donna di Albiate/Carate per fare insieme un lavoro sull'autodrenaggio linfatico. Questo tipo di lavoro fa parte della mia professione, ma finora ho praticato solo in ambiente ospedaliero. In questi incontri abbiamo allargato gli argomenti con un programma di ginnastica posturale, respiratoria, autodrenaggio linfatico, bendaggio e, non per ultimo, abbiamo dato dei consigli comportamentali per prevenire e curare il linfedema, così tanto temuto in alcune patologie. La partecipazione è stata di grande entusiasmo da parte di tutte noi e confesso che il tempo volava e sembrava sempre così poco (circa un'ora e mezza per dieci incontri): avrei voluto non finisse mai. Ho trovato nuove amiche insieme con solidarietà, umanità, disponibilità. Potrei continuare all'infinito a raccontare quello che ho trovato. Sento di aver avuto un grande arricchimento dal punto di vista umano e professionale. Grazie a voi per questa esperienza vissuta e spero di poterla ripetere sia con voi che con altre persone."

(Dalla testimonianza di un gruppo di lavoro di fisioterapisti - Salute Donna News – N.25)

LA FAVOLA MIA

Solo il giorno in cui non ci saremo più, sapremo quante persone siamo state nella nostra esistenza, perché ogni minimo cambiamento che sfiora la nostra vita, aggiunge sfumature diverse al nostro essere. Di questo ne sono convinta. Tralasciando i miei primi quarantuno anni, voglio raccontare, appunto, la FAVOLA MIA. Ho una memoria a groviera, ma le date mi rimangono scolpite nella mente. Era il 25 novembre 2005 e dovevo effettuare un controllo di routine al seno. Finito il giro dei sofisticati macchinari dello studio privato dove mi trovavo, aspetto di parlare con il medico. Mi fa accomodare dicendomi che va tutto bene, ma…  La mia testa inizia a vagare: “Ma? Che vuol dire con “ma”.  Il cuore inizia a battere sempre più velocemente. Non ero preparata…nessuno lo è mai! Mi spiega che ho delle micro calcificazioni che di per se non hanno significato, ma che si sono raggruppate tra di loro in una maniera che gli fa venire qualche dubbio: occorre un ulteriore accertamento per ESCLUDERE che si tratti di una qualche formazione maligna. La mia testa elabora: formazione maligna=tumore. Quello è stato il momento in cui la mia vita è completamente cambiata, anche se ancora non lo immaginavo minimamente. Dovevo fare una specie di biopsia con un particolare macchinario che potevo fare tranquillamente li. Bene! Ero in confusione totale e vado come un automa dalla segretaria che mi dice con il sorriso sulle labbra che con circa 1.800 Euro facevo tutto, più la visita appena fatta e bla bla, bla bla. Dentro di me nasce una rabbia enorme: brutta befana, ma io posso avere un tumore al seno, posso morire e tu mi parli di soldi che oltretutto non ho???? Rimando ogni decisione dicendole che le farò sapere. Lei mi guarda stupita dicendomi: “…ma Signora!”. Avrei voluto urlare per la rabbia di come viene banalizzato tutto: si parla di vita, sono spaventatissima, sto pensando che devo tornare a casa dai miei ragazzi e dal mio ex marito a dir loro che forse qualcosa non va e tutto si riduce a d un preventivo di spesa?????? Mi rivolgo alla struttura pubblica e grazie a qualche raccomandazione riesco ad effettuare l’esame in tempi brevi. L’attesa dell’esito si protrae per oltre venti giorni ed il 22 dicembre mi dicono che ci sono delle cellule tumorali. Ed eccomi di nuovo in un altro mondo! Inizia la mia specializzazione in medicina. Quadrantectomia con biopsia del linfonodo sentinella. Nel quadrante asportato viene trovato un carcinoma lobulare in situ, un carcinoma duttale ed un carcinoma lobulare infiltrante. Assenza di metastasi nel linfonodo sentinella. E…io…che pensavo di avere un tumore, un malaccio!!!!! T-R-A-T-T-A-S-I di un tumore multifocale: via un seno!!!! Mastectomia destra con ricostruzione immediata: questa è bellissima! Praticamente esci dalla sala operatoria con il tuo vecchio seno “sano” ed un taglio di venti centimetri al posto dell’altro seno.  E la ricostruzione immediata? C’è, ma non si vede. Ci vogliono più di sei mesi perché la pelle si adegui alla nuova struttura e pian piano vedi riformarsi una struttura che chiamare seno mi sembra molto approssimativo. La prima volta che mi sono guardata allo specchio, mi sono detta..mi sono detta…mi sono detta… proprio niente. Ho solo abbassato lo sguardo e sono andata a piangere in un’altra stanza. Poi…basta piangere. Due figlie in piena adolescenza, un bambino di cinque anni, mia madre malata di Alzheimer. E che vuoi piangere! Ad aprile ho tolto per mia decisione anche l’altro seno: per vanità femminile, per paura che tornasse anche da quella parte e perché un seno ricostruito ed uno naturale non vanno d’accordo: hanno due pesi diversi e la schiena ti fa un male cane! Mi convoca l’oncologo e mi dice di sottopormi ad un ciclo di chemioterapia “leggero”, per stare più tranquilli. MI RIFIUTO, con il parere favorevole di altri medici che seguivano altri protocolli. Da fine 2006 al 2010 ho fatto altre quattro operazioni di chirurgia estetica al seno, con ottimi risultati. Con il mio ex marito era finita da quando la prima volta abbiamo saputo del tumore, ma si continuava a convivere, a sopravvivere. Nel frattempo, mi arriva una telefonata di auguri per il mio compleanno. Ed eccomi di nuovo in un altro mondo! Una voce del passato, rimasta sempre nel mio cuore, mi risveglia da quel torpore in cui ero caduta ed improvvisamente, ho ricominciato a sentirmi donna. Mi ponevo al mondo in maniera diversa ed il mondo ha iniziato ad accorgersi di me. L’amicizia con questa persona è stata il trampolino di lancio per incontrare l’amore, quello vero, che mi ha accompagnato fino a qualche mese fa. L’amore porta positività e la positività ti salva la vita. Ed eccomi di nuovo in un altro mondo. Nel 2010 solito controllo di routine semestrale. Ora non si scherzava più! METASTASI a livello epatico e linfonodale. Ora sapevo, dopo il mio corso di medicina alle scuole serali, di cosa si trattava. Pochi mesi di vita, passati con l’ago della chemio infilato al braccio! Una sensazione stranissima: non potevo morire, non volevo morire, avevo voglia di amare. Mi sentivo amata e volevo amare. Mi sono scrollata di dosso tutta l’ansia che mi avvolgeva e ho cominciato a lottare. Ogni ciclo di chemio portava dei miglioramenti, ma poi diventava inefficace. E allora si cambiava farmaco. Per quattro anni. Nel 2014 mi sottopongo ad una Pet di controllo e questa non si illumina. Non ci sono metastasi. Mi sottopongono ad una operazione di parecchie ore al fegato per rimuovere l’ultima metastasi che ERA nel frattempo diventata inattiva e mi dichiarano GUARITA. Ed eccomi di nuovo in un altro mondo! SONO GUARITA DA UN CARCINOMA METASTATICO MOLTO INVASIVO. LUNEDI’, una nuova Pet, ha confermato che SONO GUARITA DA UN CARCINOMA METASTATICO MOLTO INVASIVO. Ed eccomi di nuovo in un altro mondo…perché essere “ancora” guariti dopo un anno e mezzo ha un significato importante. Bisogna crederci, bisogna trovare la positività ovunque, rigirare la medaglia quando la faccia che vedi ti spaventa, non sentirsi mai malati e continuare a vivere come se il BASTARDO non ci fosse. Lo dico di nuovo, lo dico a chi mi legge più che a me stessa: SONO GUARITA DA UN CARCINOMA METASTATICO MOLTO INVASIVO. Devo moltissimo ai medici che mi hanno seguito, devo moltissimo a tutte quelle persone meravigliose che lavorano a testa bassa, ma con il cuore in mano nel reparto di DAY HOSPITAL ONCOLOGICO dell’Ospedale di Perugia, ma un grazie particolare va a quella meravigliosa donna che è il mio oncologo e che amo come una figlia: la Dottoressa Jennifer Foglietta. I miei figli sono stati la spinta più importante. LI AMO CON TUTTA ME STESSA. Importante è stata anche la positività che si chiama amore che un uomo meraviglioso mi ha donato per parecchi anni. I miei amici si sono fatti in quattro per me e non posso menzionarli tutti. Gli altri non si offendano se dico con il cuore in mano che nel mio percorso c’è stata una persona speciale, con una fede immensa, che ha fatto per me, che ho tutt’ora un rapporto particolare con la religione, un viaggio a Medjugorje per affidarmi alla Madonna. E’ l’altra me, la mia coscienza, la roccia sulla quale mi sono appoggiata tante volte. Scusami per il dolore che ti ho trasmesso, scusami tanto!

P.S.. Tra gli amici sono compresi anche i colleghi che colleghi non sono in quanto amici. Questo è chiaro?

Ed eccomi di nuovo in un altro mondo!

SONO GUARITA DA UN CARCINOMA METASTATICO MOLTO INVASIVO.

LA FAVOLA MIA.

(Simona)